i muri segnaletici
« Creare è vivere due volte » diceva Camus
Prima visita al muro e la nostra immaginazione è già al lavoro, ci impregnamo dei luoghi, dell’ambiente che servirà da cornice all’affesco
Prendiamo la misura del suo contesto ma anche della sua storia.
A seconda del tema scelto, sono necessarie delle ricerche : archivi, incontri con specialisti (storici, poeti, scienziati…), dei responsabili di associazioni e rappresentanti locali; a volte anche gli abitanti del quartiere ci procurano delle foto o delle storie
Ed è questa alchimia che coinvolgerà sia gli abitanti del quartiere che i passanti occasionali, che appropriandosi dell’opera, gli daranno un’anima
Un’affresco murale è sempre un avvenimento.
Monumentale, pedagogico, ludico, sempre creativo, sempre unico : un muro dipinto fa rinascere un quartiere.
La tecnologia ha fatto evolvere il nostro modo di concepire le bozze.
Prima presentavamo degli aquerelli, mentre ora l’informatica ci permette di lavorare ai nostri progetti più nel dettaglio, di svilupapre la bozza più facilmente, garantendoci un risultato molto migliore.
Dipingiamo tutte le nostre realizzazioni, e sappiamo tradurre sul muro tutto quello che abbiamo pensato, ma siamo sempre pronti ad improvvisare un’ultima illusione, « uno sbatter d’occhi, un’occhiolino », il sale dell’affresco riuscito.













